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Libertà di Opinione
Questo sito nasce per dare voce a opinioni e pensieri che l'uomo in questa fase di cambiamento epocale sta vivendo e scoprendo nella quotidianità. Non vuole essere la mia, una pretesa di voce dittatoriale e inopinabile, anzi, raccolgo le Vostre riflessioni interessanti a integrazione delle varie argomentazioni . Queste Mie opinioni senza padrone politico,o stralci di articoli, vogliono rispecchiare lacune o qualità ,atte a evidenziare e sensibilizzare le esigenze della nostra società attuale, nel rispetto delle Istituzioni dello Stato,che garantisce il diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione in riferimento all'articolo 21 della Costituzione Italiana. Flavio Pimazzoni  

 

 

AMMINISTRATORI E CITTADINI :NON CE' DIALOGO!
Gentile Sig.Pimazzoni,
ho avuto modo di leggere il suo programma elettorale in vista del voto comunale,e pur apprezzandolo in molti aspetti mi chiedevo come fosse possibile mettere in conto (per la creazione della struttura per anziani) la somma di € 100000 ricavata dalle multe dell'autovelox.Se improvvisamente fossimo tutti piu' educati,i fondi dive si prenderebbero? Negli ultimi anni ho visto uno scempio edilizio,ovvero case villette e palazzine costruite in ogni angolo del comune,lei che cosa ne pensa a tal proposito?capisco che gli oneri comunali sono un grande interesse economico,ma quando un cittadino deve aspettare 3/4 anni per una concessione edilizia,perche' (dicono in comune)deve essere fatta la variante al piano regolatore,e poi vede spuntare come funghi edifici in tutto il territorio,ecco allora qualcosa non va;in ultimo poi si sente dire che se fosse coltivatore diretto non ci sarebbero problemi,cosa vuole dire questo?non siamo tutti sullo stesso piano,non pago tasse come tutti gli altri.Basta preferenze!!!! Come puo' capire anch'io ho a cuore il comune e vorrei avere delle risposte alle mie domande.
In attesa ringrazio e saluto.Matteo


NEVE E "SOLITI"DISAGI FERROVIARI
10 Dicembre, ore 8.02, sono sul treno Biella-Santhià, dovrei partire dalla stazione San Paolo, ma il treno ritarda di cinque minuti. Arrivo a Santhià e prendo atto che il treno proveniente da Milano e diretto a Torino è in ritardo di 20 minuti. Certo, c'è sciopero di parte del personale delle ferrovie, ma dicono che non influisce particolarmente sul regolarità del trasporto ferroviario, c'è la neve, ma i binari sembrano puliti ed i treni dovrebbero ormai viaggiare da qualche ora. Con il ritardo previsto arriva il convoglio diretto a Torino, ma si ferma a Livorno Ferraris, per un guasto alle strutture ferroviarie. Certo un po' incomprensibile, forse un dirigente dell'ente è caduto da una sedia, oppure hanno trovato un binario rotto, oppure le famigerate cimici dei treni hanno causato altri danni, chi lo sa! Fatto sta che l'arrivo a Torino Porta Susa è rimandato. Il treno riparte e si giunge a Torino alle 10.15, anzichè alle 9, come riportato sugli orari delle ferrovie. Ore 18.50 sono a Porta Nuova, sul treno diretto a Milano, ma non parte, c'è un ritardo di venti minuti. Sento annunciare la partenza del treno diretto a Biella, che pensavo partito venti minuti prima, come da orario. Con il ritardo previsto si parte, ma il treno arriva a Porta Susa con un ritardo di 23 minuti. Si riparte per Chivasso. Una massa di gente sale sul treno, di solito a Chivasso molti scendono, alle 19.15. Si scopre che il treno diretto a Biella si è rotto. Si riparte da Chivasso ed il ritardo del nostro interregionale aumenta, certo perchè ad ogni stazione si ferma, è stato declassato a treno locale. Si arriva a Santhià con un'ora di ritardo. Chissà chi è sceso a Milano se è già arrivato o è ancora in giro tra Piemonte e Lombardia? Alle 20.48 si parte per Biella e si arriva alle 21.15. La nota curiosa è che il treno partito da Torino alle 19.50 è arrivato a Santhià pochissimi minuti dopo quello partito da Torino un'ora prima. Ma una nevicata preannunciata ha mandato in tilt il sistema ferroviario? Le varie rotture di treni che si sono verificate ieri sono portati dalla neve? Chissà cosa succede nei Paesi del centro Africa quando nevica? Mentre i pendolari biellesi si chiedono che gusto ci sia a prendere il treno, ci si consola con il "treno del gusto"!
Marco Vigliocco


ENNESIMO RITARDO FERROVIARIO
Lunedì 16 gennaio parto per Torino con il treno delle 8.02, arrivo a Santhià in orario. Vedo arrivare il treno per Porta Susa con quindici minuti di ritardo e mi preoccupo. Quando annunciano altri ritardi e soppressioni, penso male, ma ecco giungere notizie del mio treno: venti minuti di ritardo! Così poco? Con la consueta allegria del lunedì mattina, in cui peraltro ci si affida alle ferrovie, salgo sul tanto agoniato convoglio e, con tanta speranza, attendo l'arrivo a Torino. Alla fermata di Chivasso il ritardo è lievitato a ventisette minuti. Ora si cominciano a riconoscere le Ferrovie dello Stato! Poi arriva la fermata alla stazione di Porta Susa e forse sono aumentati i secondi, ma dopo una incomprensibile sosta in galleria, forse era l'attimo di suspence prima dell'arrivo, ecco che siamo a Porta Nuova. Il ritardo complessivo? Solamente ventinove minuti. Si poteva fare di peggio? Ai prossimi viaggi l'ardua sentenza. Chi è abbonato, avrà almeno la consolazione di viaggiare gratis per un mese e gli altri che usano spesso i treni, ma non così frequentemente da abbonarsi? Si potrebbe pensare di costruire un marciapiede lungo i binari, così nell'attesa i pendolari si possono incamminare e salire sul treno lungo il cammino, si raggiungerebbe il convoglio partito l'ora prima... Ed era solo lunedì...
un pendolare



IL MESSAGGIO DI CIAMPI: UN DECALOGO DA SEGUIRE
gennaio 2006
Il Presidente Ciampi ha pronunciato il tradizionale messaggio - ultimo del suo settennato - di fine anno, dedicandolo al commiato, dando agli italiani importanti messaggi e utili spunti di riflessione per il futuro dell’Italia. Una parte del discorso l’ha dedicata ai giovani, che sono sempre stati presenti in tutti i suoi interventi. Ed è proprio questo suo impegno per i giovani su cui desidero fare una riflessione. Carlo Azeglio Ciampi ha più volte rivolto alle nuove generazioni un invito alla partecipazione attiva nella società ed ha soprattutto affidato l’importante compito di diffondere i valori di libertà che animano l’Europa e l’Italia, traghettando il nostro Paese nel futuro. Proprio a noi giovani spetterà il compito di prendere le redini dell’Italia ed anche dell’Europa, è un compito arduo, che però dobbiamo accettare con umiltà e senso di responsabilità, lavorando con gli ideali che hanno permesso alla nostra società di raggiungere traguardi importanti ed imparando a costruire il domani, “rafforzando le istituzioni ed aumentando la coesione tra gli stati dell’Unione europea” – come ha detto Ciampi -. Per fare ciò però ci serve, sempre più, la possibilità di interagire con il nostro territorio, con le istituzioni, mettendoci in gioco ed esprimere le nostre esigenze, anche attraverso le proposte e le discussioni con il “mondo adulto”. Come ci ricorda lo stesso Presidente, dobbiamo pensare alla famiglia, che è il primo punto di riferimento, ed è proprio questa che ci permette di essere pronti alle sfide del futuro e ci aiuta ad affrontare la nostra vita, ma è la comunità intera a dover credere in noi. Il nostro Presidente ha visitato Biella e le sue sollecitazioni sono state ben accolte e spero che vengano ben accolti anche i suoi messaggi sui giovani, perché non si rivolge solo a noi, ma anche a chi – con qualche anno in più – deve ascoltarci e dialogare con noi. Allora è giusto auspicare un’apertura delle istituzioni del territorio, non solo politiche, ai giovani, alle nostre idee ed ai nostri progetti. In questo momento vi è anche un dibattito aperto tra Comuni e Regioni sulle competenze in materia di politiche giovanili, forse sarebbe utile ascoltare i diretti interessati e capire quali sono realmente le esigenze del territorio e non rubarsi ruoli e posizioni, ma lavorare in sinergia. Al messaggio di Ciampi sono giunti apprezzamenti da tutte le forze politiche, allora chiedo a tutti i nostri amministratori, di maggioranza ed opposizione, di supportarci, di ascoltarci, di confrontarsi con noi. Abbiamo voglia di esprimerci, ma dobbiamo trovare i canali. Il 2006 è appena iniziato e spero che possa essere l’anno dei giovani, che le associazioni si riuniscano per lavorare insieme, che la Consulta provinciale dei Giovani riparta concretamente, che il territorio dialoghi veramente, ascoltando e dando risposte, con i giovani. Con questo augurio per l’anno nuovo, desidero ringraziare il Presidente Ciampi, che nei sette anni al Quirinale, ha dato stimoli ed attenzione alle nuove generazioni, ma ha anche invitato gli “adulti” ad “investire” sui giovani.
Marco Vigliocco
Presidente di Alternativa Studentesca
LA RIFLESSIONE di Flavio PImazzoni
Gentile Marco Vigliocco,
condivido la Sua opinione,il Presidente Ciampi, ha dato ancora una volta motivo di orgoglio, saggezza ,nei valori nel Suo operato Istituzionale.I valori di una Nazione si riscoprono anche con l'esperienza di una vita,Ciampi ha fotografato uno Stato formato da persone con il cuore,carismatiche,dote , che da sempre contradistingue il nostro popolo.La storia insegna che sono i giovani a costruire il futuro, pertanto è anche con loro che bisogna instaurare un rapporto sereno, ma profondo,confrontandosi , ispirandosi con i principi fondamentali di un popolo che lavora per la pace e la solidarietà, nel mondo.Ascoltare i giovani quindi ,non solo è un fabbisogno, ma anche un dovere di tutti,specialmente delle istituzioni, che con il loro ascolto daranno maggior fiducia per il "domani "dell'Italia.


VIALARDA:BENE LA CONVENZIONE, POCHI I PARCHIEGGI
La sanità è ormai un problema cronico, ma lo è anche dal punto di vista dei servizi ad essa collegata, come ad esempio i parcheggi. Quest'anno, purtroppo, la mia famiglia ha dovuto effettuare cinque ricovere alla Vialarda, sia a pagamento che con la mutua, ed ogni volta lo stesso problema, non saper dove posteggiare. Non si può certo pensare di lasciare l'auto in centro città e proseguire a piedi verso la clinica, visto che non sempre vi sono i tempi e le possibilità fisiche, allora che fare? Da quando la casa di cura è stata accreditata alla Asl e quindi alla sanità pubblica, l'utenza è aumentata a dismisura, ma i posti auto no. Come fare? Da mesi il problema, che riguarda gli utenti, ma sicuramente anche i dipendenti, persiste e pare che non vi siano soluzioni. Come fare per raggiungere la clinica? Non si trova risposta ed intanto sono cresciuti gli incidenti all'interno del piccolo parcheggio e lungo la strada della clinica, sono aumentati gli interventi delle forze dell'ordine per poter riportare alla normalità il traffico interno e nessuno si è mosso per risolvere il problema. Non sarebbe forse giusto trovare una soluzione e permettere ai paganti di avere un servizio ed ai mutuati di raggiungere il posto con facilità, visto che pagano le tasse per la sanità? Chiedo a chi di competenza di intervenire e magari di istituire, come c'era molti anni or sono, una navetta, che da un'area di parcheggio esterna porti alla casa di cura. D'altra parte a Biella i parcheggi ospedalieri non esistono, infatti anche per accedere al Degli Infermi vi sono problemi, perchè se si riesce a trovare posto fuori dall'ospedale pubblico, bisogna pagare il Comune, grazie ai parchimetri. E' giusto che per problemi di salute si debba anche pagare il parcheggio? Spero che gli organi competenti e le amministrazioni locali pensino anche a questi problemi e nell'interrogarsi provino a studiare qualche soluzione.
Marco Vigliocco


UN FUTURO CON ENERGIA PULITA E PIU CONVENIENTE
Quale sarà la porta principale da aprire sul futuro energetico. Un futuro d’energia, idrica, eolica, termica, geotermica, solare, termoelettrica, gas, nucleare. Si parla di nuove frontiere dell’economia tecnologica su fonti d’energia pulita per dipendere sempre meno dal greggio del Golfo Persico. Se eliminare, o almeno ridurre, le emissioni nocive, passando a fonti energetiche pulite non sono possibile, ecco che l’interesse si sposta a valle, sulla fattibilità di eliminare, o almeno ridurre, le emissioni delle fonti inquinanti. Naturalmente, ogni paese industrializzato, che rispetti queste regole si attiva su questo fronte. La politica di governo deve avere questo programma che è parte integrante della politica energetica. L’interesse del ministero dell’energia è di contribuire a stabilire il potenziale delle aziende di cui si occupano. In concreto ciò significa che il Governo sarà chiamato a valutare quanto singole imprese sono al passo con le trasformazioni dell’economia. Prioritario investire in fonti primarie rinnovabili, l’energia raggiante del Sole utilizzabile direttamente, l’energia idrica, eolica, del mare (maree, ecc.). La massima parte dell’energia disponibile sulla Terra è di origine solare. Fanno eccezione soltanto l’energia che si può estrarre dai combustibili nucleari (uranio e torio fissili). Il sole rappresenta pertanto la fonte di energia per eccellenza nel nostro pianeta, in particolare in Italia (paese del sole). Da qui il ministero dovrà capire come dove investire nei prossimi anni, contribuendo con forti incentivi alle industrie tecnologiche, la sfida, si giocherà sul piano innovativo, con abbattimenti sui costi energetici.
Piervittorio.S. Gattinara


DELMASTRO (AN): LA CINA TENTA NUOVE INGEGNOSE
STRADE PER ELUDERE GLI ACCORDI RELATIVI ALLE QUOTE.
La Cina sta trovando il modo per aggirare la recente intesa con l'Unione europea sulle quote tessili, anche dopo il recentissimo accordo del Commissario Mandelson con i negoziatori cinesi. A fare da cavallo di Troia per abiti e scarpe del Far East e' probabilmente destinato il Portogallo, dove investitori cinesi sono intenzionati ad acquisire alcune aziende tessili gia' chiuse o sull'orlo del fallimento proprio in ragione della concorrenza cinese. Sembra che il progetto sia messo in atto dal gruppo cinese Li & Fung (cinque miliardi di euro di fatturato, due terzi dei quali derivati dall'abbigliamento, in joint venture con la statunitense Levi Strauss, che pare abbia.destinato ad acquisizioni in tutti i continenti nel prossimo triennio 600 milioni di euro). Sono sotto interesse specifico di Li & Fung quattro imprese portoghesi: Vilatextil (oltre 900 dipendenti), Texteis Ama (250 dipendenti), Sampaio & Ferreira (200 dipendenti) e Fiacao da Olival (40 dipendenti). I cinesi hanno messo a punto una strategia che prevede l'invio in Portogallo di prodotti da rifinire e di qualita' non elevata, anche se in prospettiva saranno coinvolti stilisti per organizzare una politica di mazrchio orientata al mercato europeo ed all'America del Nord. Sembra che la strategia cinese di lungo respiro preveda, all'esito negativo della sperimentazione portoghese, l'acquisizione di aziende in Italia ed in Francia per governare i mercati europei dell'abbigliamento. Sono stati intravisti movimenti significativi e dello stesso tipo anche da parte del gruppo indiano Reliance che sta trattando due aziende tessili portoghesi a Coimbra ed a Covilha. Sono movimenti interessanti e, dal nostro punto di vista, preoccupanti. Occorre individuare e porre in atto strategie idonee a neutralizzare queste maligne iniziative dell'imprenditoria cinese finalizzate ad eludere gli accordi di giugno e persino gli accordi (incondivisibili) di settembre. Ragioniamo insieme: non perdiamo ulteriore tempo.


VOCEBIELLESE, REALTA DELLA PROVINCIA DI BIELLA
Gentilissimo Signor Pimazzoni,
mi scusi se mi permetto di disturbarla, soprattutto per chiedere sue notizie, ma ho notato - con un po' di dispiacere - che non ha più aggiornato il sito. Il suo sito, soprattutto con le sue opinioni, utili a far riflettere i lettori (cosa che non sempre fanno leggendo i giornali) sui fatti che accadono nella nostra amata Provincia, permette di avere un'importante vetrina sul Biellese e mi dispiacerebbe non vederlo più aggiornato, creerebbe una lacuna nell'informazione locale. E' vero che vedere la mia missiva sulla consulta, mi rallegra perchè permette alla gente di avere sotto gli occhi un problema che ad oggi non trova soluzione, ma credo che ci siano molte notizie che hanno bisogno di spazio e riflessione. Insomma volevo solamente sapere se il sito è stato sospeso oppure è solo in pausa.
Le chiedo scusa se mi sono permesso, ma il suo sito mi piace e vederlo fermo mi ha fatto preoccupare.
Con stima,
Presidente Alternativa studentesca e vice Presidente consulta dei giovani biellesi
Marco Vigliocco



BASTA CON LE "ZONE BLU" A COSSATO!
A Cossato spesso si incontrano automobili in divieto di sosta e i cittadini hanno avuto modo di constatare che, in molti casi, i Vigili Urbani transitano senza elevare contravvenzioni. Questo atteggiamento crea confusione tra gli automobilisti e provoca situazioni pericolose per i pedoni. Inoltre, nonostante una evidente diminuzione del traffico si notano ancora molti autocarri transitare senza soste, incuranti dei divieti che consentono l'accesso al centro cittadino solo per carico e scarico merci. Lo stesso discorso è valido per le troppe autovetture che circolano senza "bollino blu". Quanto sopra esposto rende evidente come il permissivismo danneggi le buone intenzioni della Pubblica Amministrazione che intende ridurre il traffico e l'inquinamento cittadino attraverso l'istituzione di "zone blu". La scelta di incrementare le zone di sosta a pagamento, soprattutto in questo delicato momento per l'economia, è alquanto discutibile e, vista l'impopolarità riscossa dal provvedimento, si avanza un'idea che parte da altre premesse. Innanzitutto occorre fare rispettare in modo categorico i divieti di accesso per le autovetture e gli autocarri non autorizzati. Inoltre si dovrebbero creare i presupposti che stimolino le persone ad utilizzare in modo coscienzioso l'automobile: attrezzando degli spazi a misura d'uomo dove sia piacevole passeggiare e fare acquisti, curando l'arredo urbano, incentivando la ristrutturazione di molti stabili fatiscenti, intensificando le manifestazioni culturali e sportive. In ultima analisi si rifletta sulla possibilità di realizzare anche una circonvallazione che non sarebbe di difficile esecuzione e consentirebbe alla città di diventare a tutti gli effetti un polo culturale e commerciale di buon livello (quale si meriterebbe di essere!).
Anna Arietti


IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA E NECESSARIO?
E’ proprio vero che gli investimenti infrastrutturali devono essere portati a termine e non solo programmati e finanziati. Ma sarebbe altamente raccomandabile che, prima di tutto, i vari progetti fossero valutati con appropriate analisi costi benefici. La decisione del governo precedente (1999) di non richiederla aveva suscitato perplessità all’interno dell’allora ministero dei lavori Pubblici, anche perché, dai dati di traffico, sembrava evidente che quell’analisi non avrebbe dato risultati positivi. Il traffico previsto per il ponte, infatti, anche nelle ipotesi più favorevoli, è modesto, il traffico interurbano di breve distanza (tra Messina e Reggio) sarebbe più rapido con un sistema di traghetti veloci, e il traffico passeggeri di lunga distanza viaggia già in gran parte in aereo.La questione finanziaria e gli elevati rischi per il bilancio pubblico,come l’assunzione del rischio commerciale da parte dello Stato. E’ bene ricordare il caso giapponese.Per un decennio il Giappone ha puntato su grandi piani di opere infrastrutturali, al fine di rilanciare un’economia in recessione. N’è risultato un elevatissimo livello di indebitamento pubblico e delle maggiori banche, nessuno sviluppo economico, rilevanti danni ambientali e livelli di corruzione preoccupanti. E’ auspicabile che la negativa lezione giapponese serva da monito per impostare più correttamente le nuove opere previste.
Pier Vittorio Sodano Gattinara


EURO E SPECULAZIONE FINANZIARIA
La mai troppo vituperata B.C.E. (Banca Centrale Europea) ha definitivamente respinto l'ipotesi di immettere sul mercato banconote da 1 Euro e da 2 Euro, quale forma di naturale contenimento dei prezzi, così come giustamente richiesto dall'ex-Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Le giustificazioni addotte costituiscono un'autentica tautologia: secondo la BCE tutti i vantaggi (non negati) della circolazione delle banconote da 1 e da 2 Euro sarebbero eliminati dagli svantaggi (non descritti) derivanti dalla immissione di banconote di piccolo taglio. E così questo organismo mostruoso, non eletto da alcuno, si è trasformato in autorevolissimo ente di appoggio della speculazione finanziaria che, quanto meno in Italia, ha, di fatto, in pochi anni, equiparato l'Euro alla vecchia banconota da milla lire, consentendo, soprattutto sulle modeste e modestissime transazioni commerciali, utili speculativi letteralmente giganteschi. Del resto si poteva immaginare sul serio che da una banca derivasse un freno alla speculazione?
On. Sandro Delmastro delle Vedove


La pesca è educativa?
Riceviamo e pubblichiamo Egregio Direttore, sono venuto a conoscenza dell'iniziativa dell'Apb riguardante l'invito rivolto agli allievi delle scuole elementari per una giornata di pesca al lago del Boschetto di Ponderano. Rispetto le scelte degli adulti che preferiscono la pesca come passatempo ma questa proposta non mi sembra fra le più educative e a mio parere sarebbe meglio se ai giovanissimi si insegnasse a rispettare gli animali e nella fattispecie a non farli soffrire allamando delle povere trote d'allevamento. Frequento regolarmente il Biellese dal 1981 e non smetto di ammirarne le bellezze paesaggistiche ed artistiche forse sfortunatamente non ben note agli abitanti di città dalle quali Biella si può raggiungere facilmente e rapidamente. Ritengo che sarebbe ben più educativo indirizzare i giovanissimi alla conoscenza del prezioso territorio in cui hanno la fortuna di abitare piuttosto che a depauperarne la fauna.
Con vive cordialità Alberto Fasola


MASSIMO E MONICA IN TOUR
Spett. Voce Biellese,
siamo Massimo e Monica, la coppia di giovani sposi di Cossato appassionati di ciclismo e che il Biellese… Martedì 20 aprile 2004, ha dedicato l’articolo intitolato L’Europa su due ruote inerente la storia della nostra passione nonché, il progetto della nostra nuova impresa cicloturistica ( l’articolo è presente in rete sul nostro dominio internet all’indirizzo www.bicietour.it/ing_articolo.htm con le foto originali a colori) . Fatta questa breve premessa, volevamo presentarVi il nostro sito internet: BICI & TOUR... il sito che propone i viaggi cicloturistici a spasso per l'Europa raccontati da Max & Mony ( vedi www.bicietour.it ) e chiederVi allo stesso tempo, se fosse possibile comparire tra le pagine web di un portale importante ed accreditato come il vostro (questo... per noi, contribuirebbe a valorizzare ancor di più in rete il nostro spazio web). Per concludere perdonateci se con la presente abbia osato tanto... ma si sa', i desideri sono il sale della vita e questo, è il desiderio di due biellesi che per passione, forse fanno qualcosa che esula un poco dai canoni tradizionali.. ma in cuor nostro, siamo fieri di portare in giro per l'Europa i colori della nostra terra. Se eventualmente intessati... contattateci, altrimenti perdonateci per aver sottratto del tempo prezioso al vostro nobile lavoro (siamo in possesso di molte immagini e materiale inerente le nostre esperienze cicloturistiche).
Questo è tutto… per BICI & TOUR, un cordiale saluto da Massimo & Monica.


DIBATTITO A CITTA' STUDI SUL PROGETTO EX LANIFICI
RIVETTI NON HA SODDISFATTO COMPLETAMENTE
Nella giornata di lunedì 1 marzo, si è svolto, presso l’Auditorium di Città Studi, l’incontro durante il quale la giunta comunale, presenti anche gli architetti Aulenti e Lisciandra, ha spiegato alla cittadinanza la variante al piano regolatore relativa al recupero dell’area degli ex lanifici Rivetti. L’idea di questo appuntamento è nata a seguito delle numerose critiche mosse da più parti, nonché dalle pressioni dei comitati cittadini.
Non posso, mio malgrado, esprimere un’opinione globale sull’argomento in quanto non ho avuto modo di seguire completamente la vicenda e, pertanto, mi limiterò a “dire la mia” unicamente sui fatti riguardanti l’incontro a cui ho partecipato. Nella prima parte della serata, gli amministratori (il Sindaco Gianluca Susta e l’Assessore all’urbanistica Diego Presa) hanno spiegato, dal punto di vista tecnico – istituzionale i percorsi che hanno portato alla definizione delle linee guida, mentre i tecnici sono successivamente entrati nel merito della stesura finale delle linee guida. Conclusa questa carrellata è stata ufficialmente aperta la discussione, moderata da Cesare Maia (giornalista di un noto bisettimanale locale), dando la parola al pubblico convenuto. Esprimo il mio apprezzamento per l’intervento di una persona del pubblico, con il quale si sottolineava l’assenza di un concorso d’idee, che in altre occasioni ha dimostrato dare risultati positivi (vedi Progetto Biblioteca Civica). Durante la serata, ho notato come taluni interventi nascevano da posizioni “per partito preso”, non solo dal punto di vista politico, mentre altri, pur partendo da concetti fondati su principi più che condivisibili, come quello di salvaguardare il patrimonio edilizio storico esistente, ma poi scivolavano in conclusioni che, a mio avviso, la storia sta tuttora smentendo: “…Biella è un antico borgo industriale e deve rimanere tale….”. Dal punto di vista tecnico, quanto esposto, non mi è sembrato “una cosa da buttare” completamente, tuttavia alcune scelte le ritengo di difficile giustificazione, vuoi per i vincoli imposti della sovrintendenza, talvolta francamente incomprensibili (vedi edifici fatiscenti siti nel primo tratto di via Cernaia), piuttosto che abbattimenti vari previsti per fare spazio a piazze. Durante la presentazione è stata sottolineata più volte la volontà, giustificata da una legittima e condivisibile scelta progettuale (imposta o meno dalla sovrintendenza), di valorizzare lo sky – line che si percepisce dalla parte del “parco fluviale”, tuttavia, la presenza della sede della Biverbanca, a mio avviso, “stona” in maniera più sensibile, o almeno in analogamente, rispetto ai: “…condomini alti e al blocco dell’Ospedale degli infermi…..”, più volte citati dai progettisti. Conclusi i vari interventi del pubblico, è stata nuovamente data la parola ai relatori (leggasi solo parte politica), i quali hanno condotto un’accorata difesa delle loro scelte, dove, tra le altre “uscite” si è sentita quella, quantomeno sconcertante, con la quale si affermava che il parco edilizio realizzato da via Lamarmora in giù è di brutta fattura!!!!! In conclusione, a mio avviso, questo incontro, salvo alcune eccezioni, è stato nient’altro che un dibattito politico, ovvero un anticipo di campagna elettorale, che ha coinvolto ogni schieramento, senza esclusioni. In questo modo si è certamente snaturata la finalità della serata, ottenendo come unico risultato, quello di fomentare le polemiche, ovvero l’esatto opposto, almeno spero, di quello percui era nata. Confido che anche su questa testata nasca un dibattito in merito alla questione, sperando, tuttavia, di vedere interventi non polemici, magari senza spinte ideologiche e che possano illustrare (e/o esprimere critiche, con esempi tali da giustificarle) più esuarientemente il PP dell’area degli Ex lanifici Rivetti, dato che nella serata di lunedì questo non è avvenuto, o almeno solo in parte.
lettera firmata
Marco


UNA VOCE, UNA PAROLA, UNA SPERANZA…
(gio.ve.) - Potremmo essere accusati di essere buoni per circostanza. Non è il Natale che ci spinge a farlo ma perchè nel Natale, in questa ricorrenza, di natività, si racchiude tutto l’umano comportamento di un anno, di una vita per cedere il posto, all’accorrere della nuova ora, ad una riflessione, non voluta, ma spontanea e naturale. E ti accorgi che essa prende corpo anche fra – credetemi - gli agnostici. Sì, anche gli agnostici e fors’anche gli atei. Perché essi appartengono all’umanità , ne sono parte anche dei pensieri pur se non li condividono. E’ per tutti un punto di partenza per un tragitto lungo un anno non temporale. Perché , altrimenti, giorno dopo giorno mediteremmo per formare,comporre,confezionare le nostre azioni sia quelle buone ( poche) che quelle cattive ( molte). E’ l’ora per pensare al nostro simile – sfortunato che raccoglie i rifiuti perché non ha pane da mangiare, al ricco che sperpera perché ne ha troppo. Pensiamo a tutti. Nascondiamo con vergogna questi pensieri forse perché sappiamo che altri sono come noi. Pensiamo ai mali del mondo, ai politici che non vivono la povertà ma sprecano parole con voce suadente perché la povertà non deve trovare posto in questa terra. Pensiamo agli ammalati che forse pregano ma chissà…il loro cuore…. Facciamo la sintesi della storia di tutto ciò che ci circonda, selezioniamo quanto è da rifiutare energicamente perchè offensivo per la persona,per la vita umana, per le atrocità sparse sui continenti e per tutto quanto ci ha lasciato e ci lascia l’amaro in bocca. Il fiele della vita. Ecco. Ci fermiamo per un attimo ed allora una velina di bontà si sovrappone alla nostra natura e…promettiamo…nella speranza che si avveri. Nella speranza che… Ma la stessa storia la riviviamo fra un anno, con gli stessi pensieri, le stesse promesse e la stessa volontà di essere migliori… E tutto ciò che ci rimane è solo la speranza che il mondo diventi migliore. E lo sia davvero, finalmente, perché fotocopiare questa pagina – al dicembre 2004 – mi arreca dolore. Tanto. A tutti gli amici della Vocebiellese, di Milano, di Ivrea, di Torino . A tutti quanti il mio augurio che i buoni propositi diventino corpo e siano realtà. Sarà possibile?


NATALE E', NON SOLO NATALE
L'avvicinarsi del Natale comporta convulse giornate con inevitabili affannose e faticose ricerche di regali dell'ultimo minuto nonché angosciose domande circa la loro adeguatezza per chi li riceverà e se saranno graditi o meno. Babbo Natale riscuote ancora credito presso i bambini mentre per molti adolescenti sembra essere un personaggio obsoleto tant'è vero che è rimpiazzato da vere e proprie liste molto dettagliate circa il tipo e la marca dei doni che vengono consegnate con congruo anticipo ai genitori. Ciò che è l'assoluta novità tecnologica di oggi viene però in breve tempo surclassata da nuovi prodotti a causa della continua ricerca e sviluppo dei fabbricanti; si spazia dalle autovetture, ai computer, agli elettrodomestici e cosi' via pertanto è fatale che molti consumatori intraprendano una vera e propria caccia alla novità assoluta, costi quel che costi. Lo sforzo da parte dei genitori che cercano di accontentare i figli è assolutamente comprensibile tuttavia si impone raziocinio su certe scelte che riguardano, per esempio, gli animali ben esposti nelle vetrine dei rivenditori e immediatamente desiderati soprattutto dai più piccini; i cuccioli di cani e gatti sono molto graziosi ed attraenti, quale miglior regalo per un bambino?. A questo punto deve subentrare il senso di responsabilità e di valutazione di scelta; durante i primi giorni, o alcuni mesi, l'animale è il beniamino della famiglia e oggetto di coccole e si instaura un rapporto che si approfondisce nel tempo specialmente se l'animale è molto giovane. Accade, però, che con il trascorrere del tempo il bambino si stanchi della compagnia e che i genitori incomincino a considerarla gravosa sotto molti aspetti; "il cucciolo non ci lascia guardare in pace la TV, dobbiamo portarlo fuori al mattino, rovina il divano, a chi tocca accudirlo e a chi affidarlo quando andiamo in vacanza?". In breve tempo l'oggetto di tanto affetto e di cure iniziali incomincia gradatamente a diventare un peso oppure un elemento di vero e proprio disturbo, addirittura da allontanare dalle mura domestiche con le relative conseguenze tipo consegna al canile/ gattile e grande sofferenza per l'animale con scarse sperande di adozione da parte di una nuova famiglia perchè il tempo è trascorso e lui è diventato "vecchio e noi vogliamo un cucciolo". L'altra soluzione facile facile è di sbarazzarsene abbandonandolo magari all'autogrill "tanto certamente qualcuno ne avrà cura" scaricandosi cosi' la coscienza. L'animale non è un oggetto non è una "cosa" non è il vecchio frigorifero o televisore da gettare ma bensi' un essere vivente soggetto a felicità oppure a grande sofferenza.
Alberto Fasola


CONTRO I CROCIFISSI :RELIGIONE O POLITICA?
Caro Flavio,
è ormai polemica rovente a proposito dell'opportunità o meno di rimuovere il Crocefisso dalle aule scolastiche e altri edifici. Ho la fortuna di non conoscere personalmente Adel Smith però ho seguito con attenzione le trasmissioni durante le quali si è scagliato contro il simbolo della nostra religione; non mi risulta che ci siano stati attacchi cosi' plateali e violenti contro la sua e ho pure notato - con poco stupore a dire il vero - che alcuni italiani si sono messi in coda per sostenere le idee di Smith; comunque ognuno ha diritto alle proprie opinioni anche se nutro il forte sospetto che esse siano in qualche modo "pilotate".
Si dice che Adel Smith non dovrebbe più apparire in trasmissioni TV e su questo punto non sono d'accordo per il semplice fatto che più egli appare meno risulta simpatico e convincente.
Il fatto è che a mio avviso il Crocefisso è ben più che un semplice simbolo; tantissime persone lo hanno guardato e lo guardano sia nei momenti di gioia che in quelli più tristi del vivere quotidiano e ben oltre l'aspetto materiale sia esso sia fatto di legno, di ferro oppure d'oro. I miei, sia in casa che in ufficio, non sono fabbricati con materiali preziosi perchè ciò è assolutamente un fatto secondario; semplicemente li guardo e provo un profondo conforto e li' resteranno fino a quando Dio mi darà vita. Un cordiale saluto
Alberto Fasola


BISOGNA AVERE RISPETTO VERSO LA CHIESA CATTOLICA
Domenica 7 Settembre mi sono recato al Piazzo, alla manifestazione dedicata al formaggio. La cornice del Piazzo, diversi banchi con varie prelibatezze e molta gente che animava la nuvolosa domenica Biellese. Una curiosa ed interessante mostra filatelica accoglieva i visitatori a Palazzo Cisterna, e un’esposizione d’arte imperava nello stesso edificio. A destare la mia curiosità, all’inizio, è stata proprio l’esposizione delle varie opere, che riempiva le stanze del Palazzo. Non sono un intenditore di arte moderna e quindi ho provato a lasciarmi trasportare da quelle emozioni che proprio l’arte dovrebbe dare ai propri osservatori, ho dato la mia massima attenzione all’esposizione ed ai titoli dei singoli oggetti, ma a parte i giudizi estetici che si possono dare, sono giunto ad una conclusione. Alcune opere esposte rappresentavano un senso di protesta e di polemica, come ad esempio la rappresentazione delle donne arabe con il volto coperto e le fotografie delle proteste verso la Montedison di Marghera.
E’ apprezzabile che il Comune di Biella si occupi dei giovani e dei nuovi artisti, dando loro la possibilità di esporre i propri prodotti artistici ed è vero che l’arte spesso si intreccia con i momenti storici, rappresentando i diversi eventi che la gente vive, ma forse questa volta si è arrivati all’esagerazione. In una cantina del Palazzo, in mezzo agli scaffali che forse una volta contenevano bottiglie di vino, campeggiava una piccola teca con la Madonna. Una musica parlata e alcune candele davano l’impressione di entrare in una Chiesa. Se non fossi stato ad una mostra avrei pensato di entrare in un luogo di culto. Quando mi sono avvicinato alla Madonna con Bambino, mi sono accorto che sui volti vi erano delle maschere antigas. Sono uscito immediatamente con orrore. Tale opera mi sembra blasfema e non concepisco come un ente locale, quale il Comune, possa concedere una tale esposizione. Passi per l’arte, passi per la protesta, ma una tale azione è indegna per chiunque.
Mi è tornata alla mente una “lettera firmata” che campeggiava su un giornale locale i primi giorni del 2003, con la quale una persona venuta a passare il Natale a Biella si lamentava di un saluto con augurio natalizio del Presidente della Provincia al termine di una Santa Messa in Duomo, in linea con la comunità, ma dall’autore ritenuto del tutto fuori luogo in un contesto religioso. Se il saluto di un autorità a cerimonia finita sembra un attacco alla fede Cristiana, un’opera come questa dovrebbe terrorizzarlo. La statua vista sembra quasi giustificare coloro che entrano nelle chiese e deturpano non solo le opere d’arte, ma la fede rappresentata dalle sculture o dai quadri. Non ho avuto modo di leggere eventuali articoli giornalistici su tale mostra, ma mi auguro che qualcuno possa spiegare un tale affronto alla Chiesa, alla fede e ai fedeli. Qualcuno questa volta ha veramente esagerato.
Marco Vigliocco

LA RIFLESSIONE
Caro signor Marco Vigliocco ,
purtroppo il rispetto verso la Nostra religione viene a mancare troppe volte.Ma se vogliamo contribuire a un progresso civile e rispettoso,dobbiamo crederci ,diffondere messaggi, affinchè ognuno di noi riscopra le vere radici spirituali in cui vive e impari a valutarle.



PENSIERI SEMPLICI DI UN UOMO SEMPLICE
Quando il giorno ormai ha perso la sua vitalità e va spegnendosi nelle ore in cui il sole cede il posto alla sera prima ed alla notte poi, l’uomo rimane solo con i suoi pensieri che a volte sono solo parole mute.
Io non appartengo a quanti lasciano le pagine della trascorsa giornata al vento perché le disperda; li raccolgo e le chiudo nel mio “io” perché possa leggerle nella consapevolezza di offrire agli altri esperienze di speranza, parole semplici ma tenaci, intelligibili e che costituiscano viatico di riflessione , poter essere più vicini alla terra da cui sgorga la vita per riporvela , al tempo giusto, con serenità. Se poi penso che vivo in questo mondo balordo di assurde contrapposizioni , di odio, di morte, ove piccoli uomini, si ergono a cellule vitali di una società corrotta, riprendo le mie pagine e fuggo in luoghi ove le valli mi accolgono, i mari e le montagne mi difendono, il sole mi riscalda ed ascolto l’acqua dei fiumi che scorre con delicate armonie che mi accostano a Dio. Mi sento, libero per poter riaffrontare il nuovo giorno senza curarmi di quel prossimo che mi costringe ad emarginare l' esistenza, in attesa di ripormi in quella terra che dona la vita.
Giovanni


LA "ROTONDA CHE NON PIACE"E PLAUSO A GRAGLIA
Ciao Flavio,
vi avevo già scritto a proposito della rotonda posta al'inizio del bel viale alberato che immette dalla Trossi in Biella ed ogni volta che la vedo quando vado da Milano in collina mi convinco sempre di più che l'entrata in Biella è stata deturpata da quel manufatto che, oltretutto, deve essere costato un bel pò di quattrini. Ignoro se qualche Biellese ha scritto, protestando, ai giornali locali e se c'è stata qualche reazione comunque è un triste dato di fatto che il "monumento" è li' e ci resterà.
Viva il buongusto dell'Amministrazione di Graglia che è riuscita a rendere sempre più bello il paese evitando nel modo più assoluto sbavature architettoniche. Un cordiale saluto,
Alberto


SI, ALLE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA
Gentile Direttore,
desideravo esprimere una curiosità che ho da poco tempo constatato, grazie ad un articolo letto su un giornale di recente. Alcune "persone" si stanno opponendo al riconoscimento delle "Radici Cristiane" nel testo della Costituzione Europea, nonostante i continui appelli del Papa Giovanni Paolo II. La mia curiosità, (e a dire il vero ne sono anche un pò divertito), è vedere cosa direbbero quelle persone, se sapessero che la stessa bandiera della futura Nazione Europea è ispirata alla Vergine Maria. Si, proprio così. Ho da poco saputo che la bandiera dell'Europa fu ideata da un artista di nome Arsène Heitz. Quest'uomo era devotissimo della Madonna e ispirandosi alla famosa "Medaglia Miracolosa", fatta coniare da S.Caterina di Labourè su espressa ed unica richiesta della Vergine, ne "estrasse" il messaggio mariano, ossia di porre l'Europa stessa (e anche il mondo intero) sotto la Sua tutela. Insomma nonostante gli oppositori Maria SS. è alla fine risultata la "Patrona del continente Europeo"! Insomma, come dice la Chiesa Romana: "Dio è padrone della storia"!
Grazie e Cordiali Saluti.
Firmato: Emiliano Paoletti.



I PADRI CHIEDONO UNA NUOVA RIFORMA SUGLI AFFIDI
Ultimamente sono rimasto particolarmente colpito dalle stragi che alcuni padri stanno compiendo all'interno delle loro famiglie. L'ultimo evento a Genova, dove un poliziotto ha sterminato la sua famiglia e si è poi tolto la vita. Si dice molto semplicisticamente che si tratta di un folle. Senza dubbio condanno tutti gli atti lesivi della vita. Tuttavia non posso esimermi da una riflessione attenta sui possibili motivi che sconvolgono certi uomini a tal punto da annientare la propria famiglia. Che cosa succede? Una risposta alla mia riflessione me l'ha offerta un libro recentemente recensito. Si tratta de "Il padre. L'assente inaccettabile-Ed. S.Paolo" del prof. Claudio Risè. L'elemento paterno oggi è duramente colpito da 30 anni ed oltre di politiche e cultura contro la famiglia. Invece la famiglia è un importante progetto di vita e di realizzazione affettiva dell'essere umano. L'uomo è costretto o indotto a perdere il suo equilibrio e la sua energia vitale, che lo spinge ad osare, creare e ad avventurarsi sfocia poi in queste orrende brutture. È poi risaputo che spesso in caso di separazioni, chi ci rimette è quasi sempre la figura maschile, a prescindere se ha torto o ragione può trovarsi solo a pagare i mantenimenti ed espropriato nel vero senso della parola! Senza togliere ma anzi rivalutare il ruolo materno che trovo insostituibile tanto quanto quello paterno, è ora che si pensi a riformare la legislazione vigente e di fare veramente giustizia. Il 14 giugno c'è stata ultimamente la "marcia dei padri" a livello internazionale proprio per sottolineare questo aspetto così ingiusto che, come nel caso di Genova, può avere effetti devastanti. Noi vogliamo solo la giustizia e trovo giusta la proposta della bigenitorialità dei figli. La donna li partorisce, ma l'uomo li genera!
Emiliano Paoletti


UNA ROTONDA CHE NON PIACE!
Tempo fa entrando in Biella dalla Trossi si vedeva un bel viale alberato: un ingresso degno di una bella città. Ora è stata costruita una rotonda e nel bel mezzo di essa è stato piazzato un grande oggetto circolare, sembra in plastica, che limita la visibilità e distoglie l'attenzione degli automobilisti. In tutta onestà, anche a Milano dove abito sono state adottate delle iniziative estemporanee col risultato che viali e piazze hanno perso il loro fascino a causa di queste brutture. Non so esattamente cosa pensa la maggior parte degli amici Biellesi ma qualche commento negativo c'è stato il che non mi sorprende. Cari saluti a tutti. Alberto Fasola


UNA PASQUA DI PACE di Don Sergio Fedrigo
"Pace a voi ! ": è l’annuncio e il dono che Gesù Risorto, apparendo ai discepoli, ha fatto loro, alla Chiesa e al mondo. Questo dono non è da ammirare soltanto: esso infatti ci raggiunge attraverso l'adesione amorosa della fede e l'impegno concreto per una vita rinnovata dal frutto della pace. La eco delle parole di Gesù chiede di poter risuonare lungo i secoli attraverso la voce e la vita dei cristiani e degli uomini di buona volontà. "Mai più la guerra, mai più la guerra! E’ la pace, la pace che deve guidare il destino degli uomini e dell'intera umanità". Così si esprimeva Paolo VI il 4 ottobre 1965 rivolgendosi ai governanti di tutta la terra riuniti al Palazzo di Vetro dell'ONU.
Sono parole che conservano una impressionante attualità: il papa allora parlava al mondo rifacendosi all'Enciclica Pacem in Terris, in cui il suo predeces-sore Giovanni XXIII indicava i pilastri per costruire la pace: la verità, la giu-stizia, l'amore e la libertà. Attorno a questi valori di riferimento, ieri come oggi, sono chiamati a lavorare con pazienza gli uomini e le donne di buona volontà. Non sono sufficienti le manifestazioni pacifiste pur necessarie nel sensibilizzare l'opinione pubblica per consentire all'umanità di avviare un futuro di pace; non si può fare a meno della verità, della giustizia, dell'amore e della libertà; qualora uno solo di questi ele-menti fosse compromesso o venisse meno, è compromessa o viene meno la pace.
Giovanni Paolo II ripete al mon-do, a tutti gli uomini ed in parti-colare alla coscienza di tutti i credenti in Cristo che "non bisogna rassegnarsi. Occorre moltiplicare gli sforzi". Il suo invito alla preghiera o al digiuno per la causa della pace è un implorare da Dio "la conversione dei cuori e la lungimiranza di decisioni giuste al fine di risolvere pacificamente le contese aperte". L'invito fatto dal papa il mercoledì delle ceneri è stato accolto da milioni di cattolici; ad essi si sono unite anche tante persone di altre convinzioni, colpite dal suo appello e dalla gravità del momento. E accaduto in Italia, come in molti luoghisimbolo: Washington, Baghdad; Guadalupe, Giakarta... Il papa chiede con insistenza "da parte di tutti una consape-vole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune perché, quando è in gioco la pace, non è mai troppo tardi per dialogare" Dobbiamo proprio chiedere a Dio innanzi tutto la conversio-ne del cuore, nel quale si radica ogni forma di male, per impegnarci fattivamente nella costruzione di un mondo dove l'egoismo ceda il posto alla solidarietà e all'amore.
Solo convertendoci a questa logica si può contribuire a costruire un ordine sociale improntato non ad un precario equilibrio di interessi in conflit-to tra loro, ma ad un'equa e soli-dale ricerca del bene comune. Noi cristiani, come fermento, siamo chiamati a vivere e diffondere uno stile di gratuità in ogni ambito della vita, pro-muovendo così l'autentico sviluppo della società. "Privarsi non solo del superfluo, ma anche di qualcosa di più per distribuirlo a chi è nel bisogno, contribuisce a quel rinnegamento di sé senza il quale non c'è autentica vita cristiana".
La Pasqua ormai imminente ci trovi aperti a gesti concreti di riconciliazione. Nell'ambito familiare e in quello sociale cia-scuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione del-la pace. E il Dio della pace, che scruta le intenzioni del cuore e chiama suoi figli gli operatori di pace, non farà mancare la sua ricompensa. Vogliamo sperare che i colori della Pasqua siano preceduti dai colori dell'Amore: questi seguono il buio della tempesta e precedono la luce del giorno nuovo in cui, celebrando la Pasqua di Gesù, vorremmo intravedere la Pasqua del mondo.
Buona Pasqua di risurrezione e di pace!


LE BELLEZZE INSOSPETTABILI DEL BIELLESE
Milanese da sempre ho comprato molti anni fa una casa in collina nel Biellese, territorio verso il quale ho sempre nutrito una particolare attrazione e nel quale scopro costantemente delle bellezze insospettabili.
Camminare nei boschi dove tutto è silenzioso salvo il canto degli uccelli, il dolce fruscio dei torrenti e lo stormire delle foglie è ogni volta una nuova esperienza che mi affascina: molti luoghi non sono cambiati, presumo, nel corso dei secoli e questo pensiero mi affascina e mi fa dimenticare il ritmo affannoso delle città. Lo spettacolo delle stagioni che si alternano è si' un segnale che il tempo trascorre ma anche un regalo che Dio ha voluto farci: ci manifesta giorno dopo giorno e mese dopo mese la Sua presenza. Dalla mia casa vedo la cupola del Santuario di Graglia che dista a non più di venti minuti di cammino ed ogni volta che lo raggiungo attraverso i boschi mi guardo intorno e riprovo dolci ed indescrivibili sensazioni: Dio mi ha accompagnato nel mio cammino ed ora entro nella Sua Casa con un senso di immenso sollievo.
Nel silenzio assoluto che regna nella Chiesa tento di ricomporre i miei pensieri e lascio alle mie spalle il faticoso ed insidioso vivere quotidiano: il corpo non può innalzarsi ma la nostra anima può farlo verso spazi infiniti.
Provo la stessa sensazione visitando altri importanti Santuari e anche piccole ma preziose chiesette dove ci si può raccogliere ed uscirne con spirituale leggerezza.
Andare in paese e sorridere agli altri oppure scendere a Biella e camminare lungo le sue strade mi ricorda che il mio prossimo è li' e che porta il suo fardello che sarà meno insostenibile e certamente più leggero se non si opporrà all'ingresso di Dio nella sua mente.
Cari saluti
Alberto Fasola


IN QUESTO MONDO SI RISPETTONO GLI ANIMALI?
I venti di guerra attuali turbano le coscienze e ci pongono gravi interrogativi ai quali ben pochi sono in grado di rispondere adeguatamente perchè fuori dalla nostra portata e dalla nostra volontà. Non si deve, tuttavia, trascurare il faticoso quotidiano ossia le cose che ci riguardano più da vicino. Può sembrare banale scrivere a proposito degli animali ma i comportamenti nei loro confronti sono la cartina al tornasole per misurare il grado di civiltà di tante persone. Lungi dall'ergermi a San Francesco d'Assisi, ci mancherebbe altro, sento il dovere di denunciare ripetuti atti a dir poco sadici e criminali ai danni delle, ricordiamocelo bene, creature di Dio alle quali Dio ha dato la vita che deve per questo motivo essere rispettata e difesa. "Liberare" visoni per farli arrotare dalle automobili, lapidare cuccioli oppure abbandonarli per lasciarli morire di freddo o di fame, dare fuoco oppure affogare un gattino e altre nefandezze sono episodi di estrema gravità perchè comportano atteggiamenti feroci tesi ad annientare l'esistenza di una creatura. Sono stati citati ben pochi episodi ma l'elenco è lungo ed orripilante.
Ora vanno molto di moda gli animali esotici tipo serpenti ed iguane, animali sradicati dal loro ambiente naturale e destinati ad un futuro più che incerto tipo abbandono in occasione delle tanto sospirate vacanze estive.
Lo stesso discorso si applica a cani e gatti acquistati per fare un piacere magari temporaneo ai figlioletti: quando si adotta un animale si deve possedere spirito di responsabilità ed essere disposti a qualche piccolo sacrificio peraltro largamente ricompensato dall'amore che quelle bestiole nutriranno per te: a loro non importa se sei povero o ricco, se vivi in una bella villa o in un tugurio; loro desiderano qualche carezza e vivere con te. e accompagnarti lungo la strada che il destino ha deciso di assegnarvi. Se un albergo, un campeggio o altro non accettano animali è possibile fare in modo - previ doverosi accertamenti - di affidarli a persone oppure strutture che avranno cura di loro. Andare in un canile per adottare una bestiola è un'esperianza unica: ti fanno le feste e se potessero parlare direbbero "prendimi con te, ho bisogno te e ti amerò fino alla fine dei miei giorni". Ho visitato recentemente un ricovero, gestito da volontari, per gatti e ho incontrato molte persone che volevano adottarne uno ma richiedevano solamente gattini e non gatti adulti che li' sono ben accuditi: sono affettuosi e da dietro le reti ti porgono la zampa e fanno le fusa.
E' un errore pensare che un gattino si comporterà diversamente da un micio adulto: sono entrambi indipendenti perchè è una delle loro caratteristiche principali che vanno accettate e rispettate. Rispettare e tutelare gli animali è qualcosa che ci rende migliori.
Alberto Fasola


“LA GRANDE SPERANZA DI CAMBIAMENTO E’ RIPOSTA
“ NEGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA”
L'avvio del terzo millennio non promette niente per cui stare ottimisti.Ci si lasci almeno sperare che un giorno un numero sempre crescente di uomini di buona volontà voglia prendere in mano il proprio destino e possa ancora fare sognare le generazioni che verranno. E’ quanto è insito nell’analisi di Piero di Giorgi *** I "moti" del "68 per il rinnovamento della società ormai sono lontani. Ma oggi che si verificano quotidiani cambiamenti nella società globale, questa speranza rimane sempre viva. Del 68 s'è scritto tanto, s'è cercato di trovare cause fenomenali concrete per analizzarne i contenuti. Ma ogni interpretazione, analisi, vagheggiamenti , nostalgie e fatti, ancora oggi, pur storicamente inquadrate, non ci mette nelle condizioni di esprimerne un giudizio storico obiettivo e sereno perchè fumeggianti da spinte culturali inquadrate in aree diverse e che con la cultura ed il libero giudizio nulla hanno a che spartire con la storia. E' certo, però, che fondamentalmente non è illusione sostenere che in noi tutti, in quelli che l'abbiamo vissuto, il ‘68 ha lasciato segni profondi ed indelebili, turbamenti e compiacimenti sia per il modo di pensare e di vivere ma anche per la rivoluzione nei rapporti umani. Ha segnato svolte nelle famiglie, nei rapporti fra padri e figli tra urla, litigi e consensi; attraverso l'aggressione ironica, la violenza per le strade, le battaglie vere che si snodavano per le vie con il fragore delle vetrine rotte, dei saccheggi a volte, del disprezzo del proprio simile con il coartare le libertà personali ed il tentativo, sempre inutile, di sospendere il pensiero. Che, però il movimento della contestazione sessantottina , possa essere stato un "fenomeno" nel senso etimologico non c'è dubbio. Il giudizio, però, è prematuro e quanti si cimentano nel darne dei definitivi, questi appaiono quanto meno strumentali o strumentalizzabili. Piero Di Giorgi, già docente di Psicologia dello sviluppo presso l'Università della Sapienza di Roma prima e di "Storia della psicologia" presso l'Università di Palermo nel suo "Una grande speranza di cambiamento" con prefazione di Raniero La Valle ( Edizioni Kappa ),si stacca dalla comune analisi del movimento del dissenso e scrive che c'è stato un '68 cristiano, che s'innesca di prepotenza nel più ampio panorama della contestazione generale, in quanto fetta importante che ha innestato idee che hanno camminato nel tempo, determinando una maggiore autonomia dei credenti nel confronti della gerarchia. Quei gruppi dei "cattolici del dissenso" che hanno cercato di riscoprire e praticare l'ispirazione originaria del vangelo e la centralità del comandamento dell'amore, non solo quello spirituale ma storico e materiale. Gli scritti di Di Giorgi - scrive Raniero La Valle - offrono l'opportunità di rivivere un momento cruciale della storia spirituale e civile del nostro Paese, quando, intorno al '68, si consumò in Italia la possibilità di un profondo rinnovamento della società e della Chiesa; un tentativo - da parte dei cattolici del dissenso -per uscire dagli stereotipi del mondo cattolico. ...Furono e restarono, però, una minoranza e furono sconfitti..." L'analisi dell'Autore, cattolico della Fuci, è lucida, schietta e va dalle radici del dissenso all'azione dei nuovi gruppi d'ideale rinnovatore, ai contenuti politici dell'azione di contrasto, al sorgere delle comunità spontanee fino ai cristiani che rigettano con forza l'ideologia comunista materialista , alla speranza di avvicinarsi al socialismo riformatore ed a quel cattolicesimo che si riassume negli ideali , ci sembra , che don Sturzo ha sviluppato e divulgato sostenendo che statalismo, partitocrazia e sistema di tangenti sono le tre "malebestie" della democrazia. E c'è, poi, lo stupro della Tolleranza civile, religiosa ed umana (John Locke) commesso in dispregio di quanti la pensavano e la pensano diversamente. E' ovvio che, come conseguenza , si sono verificati dei guasti ; il tramutarsi della storia con gli ultimi avvenimenti non ha insegnato nulla ai governanti. Essi proseguono imperterriti senza curarsi di risollevare le sorti dei valori forti verso cui, invece, si perpetua incondizionatamente inaudita violenza , del senso morale e "degli ideali che sempre hanno affascinato la generazione viva e cosciente di dover agire per il cambiamento della società verso i buoni sentimenti." Dalle speranze di Di Giorgi emerge che l'Amore e la Fratellanza predicati dal cristianesimo sono l'elemento fondamentale che rende possibile la democrazia, che la preserva dal cadere in demagogia o in dittatura. Forse anche B.Croce "in cuor suo pensava che la democrazia non può non dirsi cristiana" In questo contesto Di Giorgi si rende conto che è quasi un'utopia sperare nella costruzione di una buona società anche se crederci fermamente consente di far restare viva una fiammella. Ed ottimisticamente conclude che " la storia è altalenante e questo ci lascia almeno sperare che un giorno un numero sempre crescente di uomini di buona volontà voglia prendere in mano il proprio destino e possa ancora far sognare le generazioni che verranno.” Un libro dalla lettura piacevole , scorrevole e documentato perchè i fatti sono stati vissuti dall'Autore nel loro completo divenire ed all'interno di comunità cattoliche precursori di un rinnovamento della Chiesa che vide generosamente i primi germogli dopo gli anni del dissenso, quando, cioè l'appartenenza agli ideali cattolici democratici non è necessariamente dipendente da gerarchie ecclesiastiche, ma è sempre laica ed appartiene alla coscienza dei cattolici , che deve essere cristiana, mai clericale. Un libro da leggere per i nuovi giovani che certo il '68 non l'hanno vissuto e che , seppur visto da un'angolazione diversa, ha la grande capacità di sapere insinuare con prepotenza i cattolici del dissenso nella più ampia fenomenologia della contestazione generale studentesca in cui partiti politici, politicanti di prima genitura, gruppi rivoluzionari o pseudo tali, si sono inseriti per cancellare il vero significato della legittima contestazione studentesca per dar sprone a far scrivere strumentalmente : la storia di una "lunga rabbia". Così, però, non è. Giovanni Venezia Direttore di: www.ilpungolo.com


PENSIERO CATTOLICO
Con il grande apostolo ed evangelizzatore san Paolo, noi vogliamo ripetere: "Non è per me un vanto predicare il Vangelo; è per me un dovere: guai a me se non predicassi il Vangelo... è un incarico che mi è stato affidato" (1 Cor 9, 16-17). Soltanto l'amore di Dio, capace di affratellare gli uomini di ogni razza e cultura, potrà far scomparire le dolorose divisioni, i contrasti ideologici, le disparità economiche e le violente sopraffazioni che ancora opprimo l'umanità.
Suor Teresa Colombo.


TROPPE ROTONDE E VIABILITA COMPLICATA
Probabilmente si sta davvero abusando della necessità iniziale di sostituire gli impianti semaforici (alcuni nuovissimi) con le più economiche (alla lunga) rotonde alla francese. Sono ormai tanti i riferimenti presi di mira, ma vorrei semplicemente porre l'attenzione alla Via Trieste in Biella. Sarebbe curioso conoscere la procedura che ha portato alla realizzazione di una gimcana inutile e pericolosa utilizzando gli spazi dedicati ai parcheggi. Mi domando in quanti siano stati interpellati per affrontare il problema e risolverlo poi in quel modo. Partendo da Viale Roma si incontrano una serie di parcheggi alternativamente disposti ora a destra ora a sinistra......perchè? Per rallentare un traffico già impedito da attraversamenti pedonali? E cosa dire della (e ci arriviamo) rotonda alla francese all'incrocio con Via Zara? Già........ non è una rotonda, ma un cerchio pitturato per terra del diametro di circa 1 metro e trenta!!!! .....e ci devi girare attorno scartando poi il parcheggio che ti ritrovi di fronte!!!! Davvero mi sto domandando e gradirei ricevere una risposta concreta sui motivi che possono aver spinto un'equipe di lavoro ad operare in quel modo. grazie 27Agosto 2002(lettera firmata e indirizzo e-mail)


PROBLEMI REALI DEL BIELLESE
Ciao Flavio,con piacere vedo come sempre ti stanno a cuore i problemi reali della nostra vivibilità,raramente questi problemi vengono sollevati da altri giornalisti,impegnati sempre in cose molto più frivole,purtroppo da parecchio anche i nostri politici sembra abbiano abbandonato questo interesse per darsi ad un tipo di amministrazione di tipo più imprenditoriale che politico,in questi ultimi anni si sono visti sciupare ricchezze in abbellimenti estetici in zone di interesse senza portare alcun vantaggio concreto per la nostra vivibilità.E' un continuo aprire cantieri di opere costosissime senza portare alcun vantaggio reale.Prova calcolare anche il solo costo economico per uscire di casa a prendere una boccata d'aria,una vera impresa,questa ormai non si trova più sotto casa,quei pochi e rari posti del Biellese dove ti puoi fermare è a pagamento ammesso che ci sia il posto, l'unica alternativa sono gli ipermercati,che miseria! I veri problemi che tu accenni,cioè salute,lavoro aspettative di vita futura,cioè quello che ti fà sentire di appartenere al mondo dove vivi sono solo argomento per gli addetti di statistica,l'unica consolazione quando ci riconosciamo in quelle percentuali. Come si sà le ricchezze non sono inesauribili,così invece di risolvere i problemi della salute del lavoro del futuro dei nostri giovani che giustamente devono pensare al loro futuro, ci troveremo ad affrontare dei sacrifici che solo pochi riusciranno ad affrontare,non parliamo poi dell'inceneritore,non so proprio chi si può opporre a queste così grandi potenze economiche.Forse non ci resta altro che rassegnarci ad assistere giorno per giorno a questo purtroppo rovinoso modo di governare che può portare solo vantaggi economici a categorie selezionate e ben visibili quotidianamente. 21 AGOSTO 2002 (lettera firmata)


SOFFRIRE PER GLI ALTRI QUESTO E VERO AMORE
Versare qualche lacrima pensando alle sofferenze delle persone anziane e sole,nell’impossibilità di aiutarle concretamente,se non è pura retorica,se non è ipocrisia ,allora è vero amore,il migliore che ci sia!
Giovanni G.di Biella.


A VERRONE STRADA DISSESTATA
Ciao A forza di remare e navigare su internet, ho trovato la terra Ferma, il sito Vocebiellese che lascia spazio e da voce ai Biellesi e non,grazie al Sig Flavio Pimazzoni grande opinionista Biellese non di parte A questo punto lascio anche io la mia riflessione: Percorro tutti i giorni una strada dissestata e pertanto pericolosa (buche dislivelli ecc.) pensate che anzichè livellare il fondo stradale si sono preoccupati di rifare la segnaletica, tutto questo lo si può verificare a Verrone, vicino alla scuola elementare, strada che porta al castello. Porgo i miei complimenti al sito LETTERA FIRMATA _________________________________________________


IL MAGHETTO?VA BENE COSI
Ciao Flavio,ho visto la fotografia del danno provocato dalla piena dell'OREMO (se non sbaglio)del ponte del Maghetto,poca cosa rispetto agli altri danni provocati da questa alluvione,con un piccolo riempimento si sistema tutto.Sono contrario a tutti questi grandi lavori come vorresti Tu:una bella strada grande con un bellissimo ponte scorrevolissimo, tutto bene a prima vista,sono i nostri sogni viaggiare in macchina comodi senza impedimenti.Quando è caduto il ponte sulla tangenziale,quanti disagi, quanto è costato a rimetterlo in piedi.Tutto sto progresso mi stò chiedendo ma quanto costa,chi lo paga e come?E' tutto così poi tanto comodo?In questi ultimi anni si sono visti fare molti cambiamenti sulla viabilità,quante trasformazioni,il risultato,trvarsi in una situazione quasi insostenibile,macchine sempre più veloci"ma quante tragedie"hanno seminato ovunque quegli odiosi "dossi"ovunque,per limitare la velocità,non si può uscire di casa senza fare un programma senza pensare al parcheggio "chissà dove mi potrò fermare senza pagare o pagare poco e per quanti minuti,mi beccherà l'autovelox,mi beccherà una pattuglia senza le cinture,avrò la macchina in regola non si sa mai,ma quanto mi costa averla sempre in regola.Quante cose ho dimenticato?Prova a vedere il lato positivo del Maghetto;mi sembra che quel tratto di strada è un ottimo esempio per la regolazione della velocità,i nostri governanti locali e non dovrebbero prendere esempio da quel tratto di strada,automaticamete tutti quando si arriva in quel luogo si rallenta e si passa a turno questo fà sì che faccia da regolatore naturale della velocità,senza dossi senza semafori,praticamente a costo zero.Hai visto il lato positivo?Ciao......(lettera firmata)


STUDENTE BIELLESE
Salve, sono uno studente biellese, mi chiamo Marco e volevo farLe i miei complimenti perchè ha realizzato e pubblicato notizie interessanti e stimolanti sulla nostra piccola società biellese. Le auguro tanta fortuna, perchè la sua opera sia gradita da un ampio pubblico e possa sollecitare qualche politico biellese pronto a parlare tanto e ... guarda caso a fare poco e male. La ringrazio, lettera firmata


FAVOREVOLE ALLA ROTONDA SULLA TROSSI
Ciao Flavio,penso che una bella rotonda grande in quel punto sarebbe la migliore soluzione,ciò rallenterebbe la velocità e sarebbe da preferire ad altre soluzioni,la strada TROSSI non è più da parecchio tempo una strada di alta velocità,lo standard di velocità nella TROSSI è quella del traffico cittadino,tutti i conducenti dovrebbero autolimitarsi nella velocità. Lettera firmata


PAPA E MAMMA VISTI IN VERSI.......................
Lettera a una mamma separata “Cara mamma, sono tuo figlio e ti prego di prendermi per mano, mentre il pensiero vola lontano; egli non è ricco e certo non è un santo, però io gli voglio bene tanto. Perché non volete scambiarvi il grande dono di concedervi il reciproco perdono? Lui,un giorno ha chiesto la tua mano, perché è un essere umano; di seguito sono nato io, per volontà del nostro buon Dio; ma oggi è solo triste e desolato perché proprio tu lo hai abbandonato? Io non posso proprio restare da lui lontano perché per me è stato è e sempre sarà non solo un essere umano , ma soprattutto il mio papà; come potrebbe essermi indifferente, come se di lui non mi importasse niente? Giovanni G.


EX ALLIEVO
Sono Paolo mi ha fatto piacere la sua e-mail che riguarda il Biellese, con piacere le dico che sono un ex allievo di S. Cassiano nella foto ho riconoschiuto Don Libani, Don Cataldo, prof Marino e Faletti. La invito a visitare il mio sito riguarda il mondo delle Confraternite e con pagine sul santuario di Oropa, sono un appasionato di fotografia e Oropa e meta preferita. Tanti saluti Paolo Eccol il sito http://users.iol.it/paolo.zz


 

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