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FINO A QUANDO MANTENERE I FIGLI ?
I genitori restano obbligati a concorrere tra loro, secondo i principi dettati dagli articoli 147 e 148 c.c., nel mantenimento del figlio divenuto maggiorenne qualora questi non abbia ancora conseguito, senza sua colpa, un reddito tale da renderlo economicamente autonomo. La Corte di Cassazione (sentenza. n. 4765 del 3 aprile 2002) ha rincarato la dose, ritenendo corretta l'aspettativa di un figlio a essere mantenuto fintanto che non trovi un lavoro adeguato alla sua capacità professionale. È necessario considerare le aspirazioni, le capacità, il percorso universitario e post laurea del soggetto e la situazione del mercato del lavoro, con riguardo al settore nel quale il figlio abbia indirizzato la propria formazione e specializzazione. Per i giudici ciò che conta è la condotta del figlio che rifiuti una sistemazione lavorativa non adeguata alle sue legittime aspettative , almeno nei limiti temporali in cui queste aspirazioni abbiano una ragionevole possibilità di essere realizzate e sempre che tale atteggiamento di rifiuto sia compatibile con le condizioni economiche della famiglia. Senz'altro è il buon senso ad appianare certe soluzioni e oltre i valori affettivi è importante la volontà del figlio maturo a rendersi economicamente indipendente e sensibilizzarsi a una vita futura aspirata alle sue esigenze personali.Sicuramente vi sono casi anomali che purtroppo si ricorre anche alla giustizia ordinaria.

 

 

"BRAVO IL SINDACO CHE CONSULTA I RESIDENTI"
Vorrei sottolineare l'iniziativa del sindaco di Massazza Paolo Turati,che ha deciso di coinvolgere le famiglie residenti nella discussione delle problematiche residenziali del paese. Proprio come prevede la legge,il cittadino deve essere artefice attivo del diritto alla parola e all'impegno civile.Invece spesso accade che i cittadini "elettori" dopo il voto,siano dismessi da altre forme di coinvolgimento se non addirittura "traditi"dalle persone elette, che stringono alleanze o divergono all'interno del consiglio comunale sui temi proposti in campagna elettorale.Ma a Massazza l'impegno è continuo,ma nello stesso tempo deve avere un costante consenso anche nel tempo,con il suo operato in mezzo alla popolazione.


FORSE PIU RICCHI MA PIU POVERI DENTRO
Sempre piu spesso sentiamo notizie di cronaca nera nelle famiglie:Omicidi,ferimenti, maltrattamenti tra genitori figli,marito e moglie e via dicendo.La nuova era,disagi giovanili,Il benessere,lo stress, la vita affettiva degenerata che intacca molte volte come un germe patologico che fa impazzire l'uomo.E un male della nostra vita sociale ,la gente che cambia stile di vita,i giovani sempre piu robotizzati, in un mondo sempre piu viziato e sempre meno consapevole della vita.Piu ricchi. ma piu poveri dentro e questo ci deve far riflettere :occorre un nuovo sistema, per migliorare tutti i servizi e ripristinare i valori umani.Occorre prendere coscienza della realtà ,creare un ruolo piu vicino alla famiglia,formare un legame solido,tra istituzione e famiglia, indispensabile ascoltare i giovani .Ma forse non tutti gli "addetti ai lavori" l'hanno capito!


LO STATO DEVE AIUTARE LE FAMIGLIE
IN DIFFICOLTA OCCUPAZIONALE
Era prevedibile la crisi del mercato dell'auto che porterà alla recisione di posti di lavoro in vari stabilimenti Fiat. La saturazione del mercato dell'auto e la competitività di altre case automobilistiche che hanno trovato terreno fertile in Italia, potrebbero essere le cause.Ma se era prevedibile cosa è stato fatto per rilanciare le vendite?Forse l'auto non rientra più nei piani della strategia aziendale?Il pensiero va a quelle famiglie colpite direttamante dalla crisi dove il lavoro rappresenta la vita,la casa, i figli e tutto ad un tratto la possibilità di perderlo si affaccia e diventa un incubo.E anche vero che ci sono gli ammortizzatori sociali, ma sappiamo bene che questi strumenti non risolvono i problemi ma li tacitano momentaneamente.Lo Stato deve intervenire in risposta all'articolo 1 della Costituzione che prevede come fondamento sociale il lavoro. Si auspica un intervento con una linea programmatica di rilancio aziendale per ottenere una massima occupazione e una salvaguardia dei posti di lavoro. L'ansia è anche per il Biellese dove il gruppo con lo stabilimento di Verrone consiste di 600 dipendenti e lo spettro inceneritore e disoccupazione è dietro l'angolo.Cosa ci riserverà il futuro?


ITALIA: COPPIE IN CRISI
Stando agli ultimi dati registrati dall'Istat, nel 2000 si e' registrato un sensibile aumento (circa il 10 %) delle separazioni. Queste sono state complessivamente 71.969, mentre la percentuale dei divorzi ha raggiunto la cifra del 9,4 per cento (37.573). Secondo l'Istituto di Statistica, il fenomeno e' aumentato nel periodo compreso fra il 1995 e il 2000. Ma la tendenza non e' uniforme su tutto il territorio nazionale: si riscontra infatti un notevole divario fra il Nord e il Sud: se nelle regioni settentrionali, nel corso del 2000 sono state rilevate 6,2 separazioni e 3,4 divorzi ogni mille coppie coniugate, al Sud troviamo 3,2 separazioni e 1,4. Se poi guardiamo alle Regioni, vediamo che le coppie piu' litigiose sono in Liguria (con 9,1 separazioni e 5,2 divorzi) e in Piemonte (6,8 separazioni e 3,9 divorzi). Matrimoni piu' resistenti al Sud, soprattutto in Calabria (con 1,7 separazioni e 0,7 divorzi), in Basilicata (2,4 separazioni e 0,9 divorzi) e in Molise (2,8 separazioni e 1 divorzio). Un quadro che fotografa, non solo le differenze culturali e di costume presenti nel paese, ma anche quelle di natura economico-finanziaria. I coniugi in rottura scelgono sempre piu' frequentemente la formula della separazione consensuale, una forma che consente meno intralci e problemi burocratici e che e' stata scelta nel 2000 nell'86,4% dei casi, mentre il restante 13,6 per cento dei matrimoni si e' rotto attraverso un rito contenzioso. Maggiore la frequenza al rito contenzioso nel mezzogiorno. L'Istat ha rilevato che la durata media del matrimonio risulta pari a 13 anni, al momento della richiesta di separazione, e a 17 anni, al momento del divorzio. Ma non tutte le separazioni finiscono in divorzio: delle 29.462 separazioni legali concesse in Italia nel 1980, solo il 69,8 per cento si e' concluso in divorzio entro il 2000. All'atto della separazione, i mariti hanno circa 42 anni, le mogli 38; quando viene pronunciata la sentenza di divorzio, gli uomini hanno mediamente 45 anni, le donne 41. La quasi totalita' dei separati e' alle prese con la fine del primo matrimonio, quelli che hanno gia' un matrimonio alle spalle costituiscono, infatti, solo l'1 per cento dei casi. Fra i divorziati, la percentuale di coloro che sono reduci da un altro divorzio e' ancora piu' bassa, pari a circa lo 0,5 per cento. Il 75,3 per cento degli uomini e il 79 per cento delle donne si fanno assistere da un legale. Nel corso del 2000, inoltre, il 68,2 per cento delle separazioni e il 60,3 per cento dei divorzi hanno riguardato coppie coniugate con figli avuti durante l'unione, con percentuali piu' alte nel mezzogiorno, dove si registrano tassi di natalita' piu' alti. L'affidamento dei figli alla madre e' il caso predominante, con l'86,7 per cento dopo separazione e l'86 per cento dopo divorzio.


LA NUOVA GENERAZIONE RIMANE IN FAMIGLIA A LUNGO
Dai dati rilevati dal Censis, la nuova generazione dall' adolescenza lunghissima, che dura dai 15 ai 35 anni. LA FAMIGLIA: il 73% dei giovani vive con mamma e papa'. Sono tanti, soprattutto considerando che la percentuale comprende anche i piu' grandi, precisamente il 44,9% dei giovani fra 28 e 30 anni. Piu' che nei familiari (solo per 3 giovani su 10 i genitori sono un modello da imitare), hanno fiducia nella famiglia intesa come istituzione: il 44,7% la considera ''una sponda su cui contare'' ed e' un valore per il 38,3%. Elemento comune a tutti e' l'assenza del padre. Il modello vincente di famiglia e' quello tradizionale, con il ritorno ad una netta e tradizionale divisione dei ruoli tra uomini e donne. L'AMORE: sono eternamente innamorati, credono nell'affetto e nei legami, ma il 49% e' single. Il 67,6% e' soddisfatto della propria vita sentimentale e pensa che abbia un futuro e il 62,4% e' convinto di innamorarsi ancora nei prossimi 5 anni. L'AMICIZIA E LE RELAZIONI SOCIALI: le amicizie nascono ancora fra scuola, casa e parrocchia. Il 61% dei giovani fa parte di un gruppo (solo l'1,2% dichiara di non avere amici) e il 32% aderisce a gruppi organizzati nel mondo dello sport, del volontariato o delle associazioni culturali. Il 51% dice di non sentirsi affatto diverso dai suoi simili (contro il 49% che nel gruppo trova la spinta allo sviluppo della propria individualita'). I mezzi di comunicazione preferiti sono telefonino (55,3%) e Sms (53,6%), nettamente preferiti alle e-mail (9,2%). IL LAVORO: cominciano a cercarlo intorno a 20 anni e di solito riescono a trovarlo. Almeno 7 su 10 preferiscono un lavoro autonomo, ''non regolato e controllato da altri''. Sembra davvero passato il tempo delle raccomandazioni, visto che la maggior parte dei giovani vuole farsi strada puntando sulle proprie capacita'. la nuova generazione dall' adolescenza lunghissima, che dura dai 15 ai 35 anni. LA SPIRITUALITA': il 34% dei giovani coltiva una dimensione spirituale, anche se in modo diverso, divisi tra i cosiddetti ''ecclesiali'' (che seguono le religioni tradizionali dell'occidente) e gli ''orientali-new age'' (praticano la meditazione o seguono religioni orientali). Nella foto ,i partecipanti alla conferenza del Professor Garelli docente di sociologia, sulle tematiche giovanili ,avvenuta nella palestra Don Bosco di Biella tempo fa.


Un incubo pesa sulle famiglie italiane
E´ sempre più difficile per le famiglie fare il «giro» del mese con retribuzioni da dipendente. Molti aspirano a una casa di proprietà, sogno realizzabile col mutuo. Poi bisogna aggiungere al mutuo altre spese: Ici, tassa rifiuti, canone tv, tassa proprietà auto, Enel, Telecom, metano, acqua. Dopo questi depennamenti il bilancio familiare è nelle curve, ma si va avanti. Invece di premiare la famiglia che non cerca assistenzialismo, si cerca di ostacolarla, addirittura volendo stravolgere i diritti della giustizia o modificando l´art. 18. Sarebbe errore pensare che questo potrà agevolare nuove assunzioni, già esistono strumenti per farlo e altrettanto esistono per licenziare giustamente. Se la legge passerà, non si risolverebbe il problema-disoccupazione e si creerebbe l´incubo di essere ingiustamente licenziati, magari a 50 anni. E questo che ci propone il futuro?di Flavio Pimazzoni, Cerrione da La Stampa "lettere al giornale"


Favorevole il Cardinale Emerito Ersilio Tonini
Cardinale se questa nuova legge verrà approvata,quanto cambierà la vita dei figli delle coppie separate?"Cambierà molto,da un punto di vista concreto ma anche psicologico"Cosa accadrà?"I ragazzi potranno vedere entrambi i genitori ogni volta che lo desiderano.Ma anche i genitori dovranno per forza trovare un accordo tra loro"Sul piano psicologico quando incideranno queste nuove norme?"Moltissimo ,secondo me.Un bambino cresce sereno ed equilibrato se ha due punti precisi di riferimento,la madre e il padre.Quando uno dei due viene escluso,messo in minoranza,si possono creare gravi scompensi.Normalmente è il padre a seguire questo destino.Troppo spesso oggi,nelle cause di separazione,i coniugi usano i figli come uno strumento per ferirsi l'un contro l'altroResta un problema che non si potrà mai risolvere"Di che problema si tratta ? "La normativa può solo anmmonire un padre o una madre :"Badate che dovete essere responsabili ,che non potete essere i padroni dei vostri figli.Anche se siete separati ,dovete essere uniti per educarli al meglio."Ma la legge non può imporre il vero affetto.I genitori che si disputano i figli,che li usano per una resa privata ,non pensano al bene dei loro ragazzi,ma si comportano in modo egoistico.Lo Stato può proteggere i nostri diritti anche con la forza .Tranne uno il diritto all'amore." Fonte Crescere-Insieme Stralcio dell'intervista al cardinale Emerito TONINI. La mia opinione è solidale al Cardinale,un passo importante è stato compiuto per la tutela dei figli di separati,ora aspettiamo che la legge sia emandata.Il problema dell'affetto naturale verso i propri figli,resterà e nessuna legge potrà mai educare a questo diritto , anche se questi sono sentimenti profondi e costituzionali per la vita dell'uomo, ma che talvolta mancano.Flavio Pimazzoni


Una legge che tutela i figli di separati
Quello che oggi è prassi diventerà eccezione: l´affidamento del figlio di una coppia che si separa ad uno solo degli ex coniugi sarà una rarità. Niente più scelta tra mamma e papà: i figli dei separati verranno affidati ad entrambi i genitori. E´ questo l´obiettivo del testo unificato per l´affidamento condiviso, uscito dai lavori del comitato ristretto della commissione Giustizia, di cui è relatore Maurizio Paniz di Forza Italia. Il progetto rivoluziona l'istituto della separazione: i bambini al centro della famiglia, anche se la coppia non va d´accordo. In primo piano, d´ora in poi, non ci saranno più le esigenze degli adulti, ma quelle dei bambini. L´affidamento condiviso, con modalità di regole concordate e intervento del giudice solo in caso di insanabile conflitto, inciderà profondamente sulla quotidiana realtà sociale, ribaltando l´ottica attuale e affidando congiuntamente a tutti e due i genitori il compito di tutelare i minori e la loro formazione. Nuove regole, quindi, a tutela del rapporto genitori-figli e pure delle famiglie d´origine. «Anche dopo la separazione- si legge nel disegno di legge - il minore ha diritto di mantenere un rapporto continuativo con ciascun genitore e con i rispettivi parenti. Nessuno dei genitori può rinunciare all´affidamento né sottrarsi agli obblighi connessi. La potestà è esercitata da entrambi i genitori e le decisioni di maggiore importanza sono sempre assunte congiuntamente». Per quelle di ordinaria amministrazione, in caso di elevato conflitto, il giudice attribuisce sfere di competenza distinte, essenzialmente in base alle precedenti consuetudini familiari. Così sarà possibile sapere a chi spetta l´ultima parola sulle varie questioni, senza escludere la presenza e la partecipazione dell´altro. Il contributo economico sarà corrisposto in misura proporzionale al reddito. Il godimento della casa familiare è attribuito per rendere minimo il disagio dei minori e il trasferimento della residenza deve tenere conto del diritto dei figli ad avere contatti con entrambi i genitori. Ogni comportamento mirato a ostacolare o limitare i contatti del bambino con l´altro genitore è severamente sanzionato. Gli ex coniugi potranno richiedere al giudice in qualsiasi momento, per circostanze sopravvenute, la modifica delle condizioni dell´affidamento, incluse quelle economiche. Questa proposta di legge potrebbe dare una svolta storica per la regolamentazione sugli affidamenti congiunti, per un continuo rapporto affettivo dei figli con entrambi i genitori separati. Finalmente una proposta che se approvata, inciderà nel nostro modo di vivere e sensibilizzerà la nostra società a riflettere e valutare consapevolmente la responsabilità e il dovere per l'accrescimento sano e naturale dei propri figli, senza che essi debbano pagare le colpe degli adulti. di Flavio Pimazzoni, Cerrione da La Stampa 19/05/02


Genitori separati e figli contesi
Quanti figli ogni anno vivono la separazione dei genitori e assistono impotenti alla disfatta della famiglia?La società tutela o discrimina queste condizioni sfavorevoli?. Dai dati statistici ,specialmente nel Biellese i divorzi aumentano a dismisura, quasi sempre i figli sono affidati alla mamma che spesso si unisce per convivere con altra persona. E i figli?La legge attuale pone il figlio della “discordia”su un piano quasi esclusivamente economico stabilendo una determinata somma di denaro che percepisce il tutore estemporaneo del figlioe lo si rende un semplice oggetto da ammirare quattro ore alla domenica. .Ma come vive in questa confusione di cambiamenti? Già esponenti parlamentari sollevarono il problema tempo fa in sedi parlamentari per una legge autonoma a salvaguardia del continuo rapporto quotidiano interpersonale tra genitori naturali e figli ,estraniando l’eventuale relazione nel diritto personale della parte in causa. Effettivamente sarebbe una conquista a tutela dei figli ,che involontariamente devono adeguarsi ai nuovi sconvolgimenti e una parità dei ruoli che ancora oggi vede avvantaggiata la madre per l’affidamento totale dei figli.Questa nuova apertura ai nuovi affidamenti e nuove metodologie per l’accrescimento affettivo con entrambi i genitori si auspica venga ben presto in vigore e regolamentata soggettivamente a ogni caso,per riportare ai giovani il giusto valore e il diritto a una vita “normale”.L’attuale sistema già modificato ,si basa sulla reciprocità dei buoni rapporti interpersonali degli ex coniugi ,che ne determinano oltre l’ordinanza le reali esigenze del figlio rispettando l’affettività del genitore non coinvolto quotidianamente..Ma è sempre così ?E se il coniuge non tutore non paga più l’assegno per motivi legittimi rivedrà più il figlio? di Flavio Pimazzoni da La Stampa "lettere al giornale"


 

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